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Articolo fotografico di Raffaella Testi - 22 dicembre 2016

La fotografia naturalistica è sia tecnica che creatività perché è libera espressione dell'io estetico e rigida applicazione di leggi fisiche. Compito del fotografo è quello di donare profondità alle foto, esaltarne i dettagli ed i colori senza alterarne la naturale bellezza e riuscire a trasmettere emozioni in chi le osserva: "La foto dovrebbe stimolare lo spettatore a vivere la natura, a recarsi in quei luoghi incontaminati per ammirarne la bellezza" (Alessandro Terzi, 2015).

Alessandro Terzi scatta questa foto nell'Agosto del 2014 al Lago di San Pellegrino per mostrare la forza e la bellezza della natura al calar del sole: "la terra senza esseri umani sarebbe più bella" (Alessandro Terzi, 2015). E' particolare per la composizione ma sopratutto per la sensazione di calma che trasmette. Già il titolo, Dream on, sembra fare riferimento ad un mondo irreale che si vede talvolta solo nei sogni.

La foto è caratterizzata da due vie di fuga (quella a destra, delineata da un fiumiciattolo e quella a sinistra, delineata da un percorso nell'erba) che guidano lo sguardo dello spettatore verso il centro della scena, dove ci attende un lago senza increspature ed un'apertura tra gli alberi che ci porta a guardare oltre, ad ammirare le montagne che, impetuose, si stagliano in alto. Sul fondo vediamo le nuvole rosate che stanno lasciando la scena oppure avanzano minacciose.

Lo stile di Alessandro ricorda molto i pittori della Hudson River School degli anni '20 del 1800, come Asher Brown Durand con la sua River Scene del 1854 e Frederic Edwin Church con la sua Heart of the Andes del 1859, che cercano di celebrare la magnificenza e la vastità della natura accentuandone i colori.

Come è stata fatta questa fotografia? Alessandro Terzi utilizza una macchina fotografica Canon EOS 5D Mark II, un obiettivo Canon EF L 17-40mm f/4, poggiati su un treppiede. Effettua una lunga esposizione (fino ad un minuto) sfruttando un'apertura del diaframma ad f/10, Iso 50 ed utilizzando il filtro Tiffen ND 1024, che permettono di assorbire 10 stop di luce. La luce entra gradatamente nell'obiettivo e la foto non è più una immagine istantanea, ma prolungata nel tempo: eppure anche se ci potremmo aspettare di cogliere lievi movimenti dell'acqua e delle nuvole questa foto resta comunque dominata dalla calma totale, dal silenzio e dall'assenza di ogni forma di vita: nulla si muove e la natura è la padrona assoluta della scena, con i suoi silenzi ed i suoi colori.

Ma ciò che rende questa foto ancora più particolare è la tecnica utilizzata da Alessandro Terzi e da lui stesso definita Masking manuale.

Masking manuale. Il fotografo passa un cartoncino rigido nero davanti all'obiettivo, muovendolo continuamente per evitare di creare una netta riga nera sull'immagine, mascherando manualmente (da qui il termine) la parte di fotogramma in cui la luce risulterebbe troppo elevata rispetto al resto. Senza questa tecnica si sarebbe generata una foto con alcune parti sovraesposte, rovinando quindi la foto e rendendola irrecuperabile anche in post produzione.

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