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Racconto fotografico di Matteo Berbenni - 14 aprile 2016

Era ottobre 2012, quando io e Alessandro decidemmo di trascorrere il ponte di tutti i Santi in montagna, all'insegna della fotografia naturalistica. Di buon'ora partimmo in auto da Roma diretti verso la Val di Cogne in Val D'Aosta. Nell'arrivare facemmo una breve tappa a Cervinia per ammirare il Cervino specchiato nelle acque del Lago Blu, ma le condizioni climatiche non ci aiutarono e quel riflesso rimase un sogno. Trascorremmo un paio di giorni immersi nelle vallate intorno a Cogne dove riuscimmo a fotografare diversi esemplari di camosci, in quel periodo già con il mantello invernale. Sapere che il Cervino fosse dietro l'angolo ci attirava molto, così decidemmo di avventurarci per un paio di giorni sul versante svizzero delle alpi, alla ricerca dello scatto perfetto! In men che non si dica ci ritrovammo a Zermatt, alla ricerca di un alloggio dove passare un paio di notti prima di rientrare a Roma. Il tempo era pessimo, nevicava incessantemente. Passammo un'intera giornata a girovagare per le vie del centro guardando i bollettini meteo, nelle speranza di una svolta; finalmente per il giorno successivo prevedevano alta pressione.

La mattina seguente, dopo una fugace colazione in albergo, alle 6:00 del mattino prendemmo il primo treno a cremagliera per il Gornergrat. Era buio, praticamente notte. A bordo c'erano solamente operai e la fresa montata in testa al treno per farsi largo tra la neve faceva un rumore assordante. Arrivammo in cima e si aprirono le porte; superato un vero e proprio muro di neve, ci trovammo di fronte a sua maestà il Cervino! Giusto in tempo per vederlo baciato dai primi raggi di sole. In meno di un secondo montammo l'attrezzatura e iniziammo a scattare. La bellezza di quel posto, avvolto nel candore della nevicata del giorno prima, ci fece dimenticare immediatamente il tempo trascorso ad annoiarci in paese, senza nemmeno farci accorgere dei meno diciassette gradi che ci congelavano le dita. Tra uno scatto e l'altro restai sbalordito davanti a quello spettacolo naturale. Porterò sempre nei miei ricordi i colori di quell'alba.

Dopo quegli scatti, visto che il tempo rimasto a disposizione prima del rientro a Roma era agli sgoccioli, scendemmo subito verso Zermatt sfruttando ogni fermata possibile del treno per qualche scatto. Il pomeriggio lo dedicammo al Matterhorn Glacier Paradise prima di rientrare a Roma, stanchi ma soddisfatti.

Alcuni scatti di quella giornata.

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